Mai la stessa sequenza due volte
Ogni pratica viene generata di nuovo: posizioni, ordine e brani musicali cambiano, e sotto ogni posizione puoi lasciare un pollice in su o in giù.
Venti minuti tra il divano e la finestra, un tappetino srotolato e un'app che cambia sequenza ogni volta. Qui raccontiamo, con parole semplici, come impostare Yoga | Down Dog per costruire un'abitudine che stia dentro una settimana normale.
Chi abita in centro a Bologna conosce il problema: palestre piene dopo le sei, la nebbia di gennaio che passa la voglia di uscire, l'afa di luglio che rende impensabile un corso alle tre del pomeriggio. Praticare a casa risolve gli orari, ma apre altri dubbi: cosa faccio oggi? quanto a lungo? è troppo per me?
Scegli il tipo di pratica e la durata: la sequenza viene composta dall'app, con una voce guida in italiano e la musica di sottofondo.
Dieci minuti prima del lavoro o tre quarti d'ora la domenica: la durata si regola con una rotella, non con il senso di colpa.
Le sequenze cambiano ogni volta, ma restano dentro il livello e le preferenze che hai impostato. La noia arriva più tardi.
Una panoramica delle funzioni che abbiamo usato di più. Le schermate sono quelle della versione italiana pubblicata sullo store.
Ogni pratica viene generata di nuovo: posizioni, ordine e brani musicali cambiano, e sotto ogni posizione puoi lasciare un pollice in su o in giù.
Yoga per l'impostazione classica, pilates per il lavoro sul centro del corpo, meditazione per le sere agitate, HIIT per chi vuole sudare un po' di più. Si passa dall'una all'altra senza cambiare applicazione.
Nel menu «Tipo di pratica» si sceglie l'impostazione: ad esempio Vinyasa, più fluida e continua, oppure varianti più lente e distese.
Dalla lista «Pose nella tua pratica» puoi segnare Triangolo, Piccione, Ruota e tutte le altre: l'app ne tiene conto nelle sequenze successive.
Il livello decide quanto sono lunghe le tenute, quante posizioni impegnative compaiono e quanto è rapido il passaggio da una all'altra. È la prima impostazione da guardare con onestà.
Nella sezione «Incrementa» si scelgono al massimo due zone. Non è un programma «per» qualcosa: semplicemente, nella sequenza compariranno più posizioni che coinvolgono quelle parti.
Un'idea pratica: chi passa la giornata alla scrivania spesso sceglie «Petto e spalle». Chi cammina molto sotto i portici magari preferisce «Piedi e caviglie». Sono preferenze di movimento, non soluzioni a un fastidio.
L'app propone piccole sfide, come tre pratiche a settimana per quattro settimane. È un formato che funziona bene anche per chi lavora a tempo pieno. Ecco come lo abbiamo distribuito noi.
Si riparte dopo il weekend. Durata breve, nessuna zona particolare: solo riprendere confidenza con il tappetino.
Per chi lavora da casa: si sposta il tavolino, si chiude la porta e si torna al computer un po' più svegli.
Il momento della pratica più lunga, magari con una zona scelta. D'estate meglio presto, prima del caldo.
Dieci minuti seduti la sera, nelle giornate in cui il corpo chiede solo di fermarsi.
La schermata «La mia Challenge» mostra le settimane completate e la «Analisi della pratica» divide il tempo tra yoga, pilates e meditazione. Serve a vedere la costanza, non a fare classifiche.
Se una settimana salta, si ricomincia la successiva. Nessuno ti chiede di recuperare.
Non serve una stanza dedicata. Nei bilocali del centro, con il parquet che scricchiola e i vicini al piano di sotto, bastano pochi accorgimenti.
La lunghezza di un tappetino più lo spazio per allungare le braccia. Il tavolino del salotto si sposta in trenta secondi.
Su cotto o piastrelle fredde un tappetino un po' più spesso rende tutto più comodo, soprattutto nelle posizioni in ginocchio.
Finestra socchiusa d'inverno, tapparelle abbassate a metà nei pomeriggi di luglio. Una bottiglia d'acqua a portata di mano.
Con le cuffie la voce guida si sente meglio e il condominio ringrazia, specie nelle sequenze HIIT con i saltelli.
Appoggiato in piedi su una mensola bassa, a un paio di metri: si vedono i video senza doversi girare.
Nelle giornate miti un prato dei Giardini Margherita funziona benissimo. Basta scaricare la pratica prima e scegliere un angolo tranquillo.
«Il momento migliore per praticare è quello che riesci a ripetere la settimana dopo.» È la frase che ci diciamo in redazione quando qualcuno vuole strafare.
Più realisticamente: lo yoga può far parte di uno stile di vita attivo. Un dolore che persiste va valutato da un medico, non da una sequenza scelta su un telefono.
Più realisticamente: la flessibilità non è un requisito di partenza. Il livello Principiante esiste proprio per chi tocca a fatica le ginocchia.
Più realisticamente: una pratica breve e ripetuta spesso è più facile da mantenere di una maratona occasionale che lascia stanchi per giorni.
Più realisticamente: molte persone praticano per anni a livello intermedio. Salire di livello non è un traguardo obbligato.
Più realisticamente: non promettiamo risultati né tempi. Ognuno risponde al movimento in modo diverso, e va bene così.
Più realisticamente: la fatica muscolare è normale, il dolore acuto no. In quel caso ci si ferma, si esce dalla posizione e, se non passa, si chiede a un medico.
Più realisticamente: anche cinque minuti seduti, prima di dormire, possono essere un momento di pausa nella giornata.
Più realisticamente: sono due esperienze diverse. Un insegnante dal vivo corregge la postura; a casa conta di più ascoltarsi e andare piano.
Più realisticamente: un tappetino, abiti comodi e, se vuoi, un cuscino o una coperta piegata. Il resto è facoltativo.
Più realisticamente: no. Il movimento non prende il posto di terapie o indicazioni del medico, e non consigliamo integratori di nessun tipo.
Tappeto Blu è nato tra Strada Maggiore e via Santo Stefano, da tre persone che hanno iniziato a praticare yoga a casa negli inverni lunghi e hanno continuato. Scriviamo di quello che usiamo davvero, provandolo prima sul nostro pavimento.
L'obiettivo è semplice: aiutare chi vuole cominciare a orientarsi tra le impostazioni di un'app di yoga, senza promesse e senza fretta. Non siamo affiliati con lo sviluppatore di Down Dog e non riceviamo compensi per parlarne.
Rispondiamo a domande sui contenuti del sito. Ti preghiamo di non inviarci informazioni sul tuo stato di salute: non possiamo e non vogliamo valutarle.
No, oltre allo yoga propone pilates, meditazione e allenamenti HIIT. In questa guida parliamo soprattutto della parte yoga, perché è quella che usiamo di più.
Sì, le schermate che vedi in questa pagina vengono dalla versione italiana. Anche la voce guida può essere scelta tra diverse opzioni nelle impostazioni.
L'app si scarica gratuitamente; alcune funzioni possono richiedere un abbonamento. Le condizioni aggiornate sono indicate nella scheda dello store e dallo sviluppatore, non da noi.
No. Né l'app né questo sito curano, prevengono o trattano disturbi. Lo yoga può far parte di uno stile di vita equilibrato; per qualsiasi sintomo la persona giusta è il medico.
No. Un'app non vede come ti muovi e non conosce la tua storia. Se stai seguendo un percorso con un professionista, chiedi a lui se e come praticare.
No, non consigliamo integratori, prodotti o diete. Parliamo solo di come organizzare la pratica in casa.
Se hai dubbi, da Principiante. Scendere di livello non costa nulla, ed è più piacevole trovare una pratica facile che una che ti lascia senza fiato.
Non c'è una regola. Molti iniziano con 15–20 minuti; la durata si cambia ogni volta dalla schermata iniziale.
Sono situazioni da discutere prima con il proprio medico o ostetrica. Questo sito non dà indicazioni personalizzate.
No, Tappeto Blu è una guida indipendente. I marchi citati appartengono ai rispettivi titolari e non abbiamo accordi commerciali con loro.
Tappeto Blu è una guida di lettura indipendente sull'uso di un'app di yoga e non sostituisce in alcun modo il parere di un medico. I contenuti servono a orientarsi tra le funzioni dell'app e a organizzare la pratica a casa; non diagnosticano, non curano e non prevengono alcuna condizione.
Interrompi la pratica e rivolgiti a un medico se compaiono dolore al petto, capogiri o sensazione di svenimento, fiato corto insolito, dolore acuto a un'articolazione, formicolii o perdita di forza in un arto. Parla con il tuo medico prima di iniziare se sei in gravidanza, se hai subito di recente un intervento o se segui una terapia.
Ogni persona ha limiti diversi: ascolta il tuo corpo e procedi gradualmente.